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UN OCEANO DI CHIACCHIERE IN ASSENZA DI FATTI

Apr
/
21
/
2020
Sarà impossibile la balneazione senza certezza sulla continuità aziendale. Va immediatamente applicata la legge nr. 145/2018 in favore degli imprenditori balneari
antonio capacchione

E' davvero sconcertante che si continui ad assistere alla totale assenza di alcun provvedimento legislativo o amministrativo in favore dei balneari, nonostante la centralità del mare sul fenomeno turistico in generale e la sua importanza per la ripartenza economica e morale del nostro Paese.

Grazie anche alla sensibilità di diversi giornalisti (ai quali va la nostra gratitudine), in questi giorni è cresciuta la generale consapevolezza sull’importanza del lavoro e della professionalità degli imprenditori balneari italiani nell’assicurare che la balneazione avvenga in condizioni di sicurezza.

Siamo stati ‘sommersi’ da una valanga di apprezzamenti sulla nostra condizione ma, sin qui, non si è avuto alcun atto concreto che ci metta in grado di operare.

Sono ancora molti i Comuni che non hanno ancora applicato la legge 145/2018 che differisce di quindici anni la scadenza delle concessioni demaniali marittime.
Non c’è ancora il DPCM di avvio della riforma del settore a distanza di un anno dalla scadenza del termine per la sua emanazione.

A distanza di quattro mesi, non c’è la Circolare che il Ministro dei Trasporti Paola De Micheli si era impegnata ad emettere per indurre le Autorità di sistema portuale ad applicare la legge nr. 145/2018: anzi, come è noto, è stata varata una nota ministeriale di segno completamente opposto.

 Nessuna disposizione per i colleghi pertinenziali, anche solo per sospendere le decadenze dei loro titoli concessori per l’avvenuto mancato pagamento dei canoni OMI, da tutti riconosciuti esosi e ingiusti.

Tutte misure che sarebbero “a costo zero” per le casse erariali e che si rendono indispensabili per la riapertura delle aziende balneari in questa situazione così complicata e difficile.

È davvero grave e irresponsabile che non ci sia stato ancora alcun provvedimento concreto a tutela delle 30.000 aziende.

I balneari, tutti, non vedono l’ora di ritornare, non solo a lavorare, ma soprattutto a dare il proprio prezioso e determinante contributo per la rinascita non solo economica ma anche morale del Paese.

Ma devono essere messi nelle condizioni di farlo.