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FISCO: DAL TURISMO QUEST’ANNO L’ERARIO ITALIANO INCASSERA’ 21,5 MLD USD

Ago
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12
/
2003

Le imprese balneari chiedono l’Iva al 10% e la revisione dell’ICI.

La World Tourism Organization e il World Travel and Tourism Council stimano che nel 2003 l’erario italiano incasserà 21,5 miliardi di dollari dall’industria delle vacanze. “Le imprese balneari contribuiscono in maniera cospicua alle entrate tributarie che lo Stato incassa per il settore turistico, afferma Riccardo Scarselli, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari, aderente a FIPE/Confturismo. La conferma scaturisce dal fatto che anche questa estate le nostre spiagge sono state preferite da oltre il 70% dei turisti, ci aspettiamo, pertanto, un aiuto concreto per il nostro comparto che è trainante per l’intero settore turistico italiano con le sue oltre 12.000 imprese, un fatturato pari a circa 1.300 milioni di euro ed oltre 34.000 addetti”. Le nostre richieste, espresse da tempo, riguardano: - L’omogeneità dell’aliquota IVA per tutti i segmenti interessati al turismo portando anche quella degli stabilimenti balneari al 10 per cento; - L’emendamento interpretativo della riforma apportata all’ICI dalla finanziaria 2001 volto a chiarire come soggetto passivo sia solo il concessionario titolare di un diritto reale di godimento come risultante da specifica concessione amministrativa; - L’istituzionalizzazione di un tavolo tecnico per il confronto degli organi centrali e periferici della Pubblica Amministrazione e le Associazioni di categoria sulle tematiche attinenti all’assolvimento delle funzioni delegate sul demanio marittimo; - Gli incentivi da parte delle Regioni per i progetti che gli imprenditori balneari intendono sviluppare al fine di assicurare un salto di qualità all’offerta turistica dei servizi di spiaggia allineandosi alle direttive ISO 9.000/14.000 della Ue. Le imprese balneari, specialmente nel Mezzogiorno, costituiscono una risorsa unica ed insostituibile per l’economia regionale ed una seria opportunità per creare nuovi posti di lavoro. “La riduzione dell’Iva al 10%, poi, porterebbe un vantaggio diretto ai turisti, conclude Scarselli, perché è nostra intenzione ridurre della stessa percentuale i prezzi dei servizi di spiaggia offerti dai nostri associati”.

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