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La posidonia sulle spiagge di Alghero: "Il Comune dichiari lo stato di calamità naturale"

Mag
/
15
/
2018
alghero

La stagione turistica di Alghero è a rischio, l'amministrazione comunale deve dichiarare lo stato di calamità naturale: questo l'allarme lanciato da Marco Tedde, consigliere regionale di Forza Italia, che ha presentato un'apposita interrogazione al presidente della Regione, Francesco Pigliaru.
"Da una parte - scrive Tedde - le eccezionali mareggiate hanno portato sulle spiagge di Alghero quantità industriali di alghe. Dall'altra il Comune di Alghero che sbaglia nell'interpretare l'ordinanza balneare 2018 e pretende che i concessionari ripuliscano dai rifiuti anche le aree limitrofe a quelle ricevute in concessione. In mezzo ci sono proprio loro, gli operatori balneari della Riviera del Corallo e una stagione turistica a rischio".
"Chiedere ai balneari - prosegue l'ex sindaco - di ripulire anche le aree limitrofe a quelle date loro in concessione è illegittimo perché non previsto dagli Indirizzi regionali per la gestione delle fasce costiere né dall'ordinanza balneare 2018. Pare che questo fantomatico obbligo sia stato addirittura previsto nel capitolato d'appalto per la pulizia delle spiagge. Anziché imporre ai concessionari balneari obblighi giuridicamente inesistenti, il Comune di Alghero dovrebbe chiedere lo stato di calamità naturale e l'attivazione della procedura prevista dalla L.R. 28/1985 che autorizza la Regione a concedere contributi straordinari per le spese destinate alla salvaguardia dello svolgimento delle attività produttive e di beni di riconosciuto valore ambientale, storico e artistico".
Inoltre, chiarisce sempre Tedde, sarebbe importante "individuare un sito alternativo a S. Giovanni dove la quantità di posidonia ammassata sta raggiungendo dimensioni non più sopportabili sotto il profilo ambientale, igienico-sanitario e turistico".
Nell'interrogazione al governatore, il consigliere ha chiesto anche di "valutare la necessità e l'urgente possibilità di autorizzare il Comune di Alghero a stoccare la posidonia raccolta, temporaneamente e senza oneri di occupazione, presso l'azienda agricola di Surigheddu-Mamuntanas. Una soluzione che consentirebbe di portare fuori da centro urbano la posidonia".