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Il presidente Antonio Capacchione risponde al senatore Gasparri

Ago
/
02
/
2019
Gasparri
In amicizia, ti voglio spiegare perché ritengo profondamente ingiusto e sbagliato quanto da te sostenuto su una presunta accettazione di qualche associazione di balneari della bozza di DPCM o addirittura, di disponibilità alla messa a gara delle nostre aziende. Non mi risulta che ci sia stata alcuna organizzazione di balneari (prima, durante o dopo l'incontro con il Ministro Centinaio) che abbia sostenuto quanto da te agitato e paventato. Del resto di questo vi è ampia e copiosa testimonianza sia documentale che di pubbliche ed ufficiali dichiarazioni. Comprendo la situazione convulsa e confusa che sta attualmente attraversando la politica e anche il nervosismo e le esigenze dovute a una possibile imminente campagna elettorale. E perciò posso anche capire la polemica politica e l’obbiettivo di minare la credibilità e il consenso di cui attualmente possono godere altri partiti o autorevoli loro esponenti. Ma tutto ciò assolutamente non giustifica l'attacco gratuito e infamante, ancorché generico, rivolto contro chi rappresenta i balneari con l’effetto nefasto di seminare offensivi sospetti e creare pericolose divisioni nel nostro mondo. E’ francamente inaccettabile ingenerare una nociva ed esiziale divisione fra i balneari proprio nel momento più delicato della nostra storia nel quale c'è bisogno di tutta la nostra forza e, pertanto, della massima unità, non solo sindacale ma anche politica, per evitare la perdita delle nostre aziende e un danno non solo a trentamila famiglie di onesti lavoratori ma all’economia dell’intero Paese. E’ decisamente insopportabile turbare i balneari, con notizie false e tendenziose, proprio quando si ha bisogno della massima serenità per concentrarci nel duro e intenso lavoro di un'estate complicata dalla scarsa affluenza e da avverse condizioni climatiche che stanno mettendo a dura prova i bilanci familiari (sono molti i balneari che, ancora adesso, non hanno ancora raccolto il danaro sufficiente a coprire le esose tasse e gli insostenibili costi di gestione). Se per i politici la Bolkestein è solo un argomento di iniziativa parlamentare o di pura propaganda per ogni balneare che tenta di campare mettendo ombrelloni, portando sdraio e lettini e scrutando più volte al giorno le previsioni nella speranza del bel tempo, la messa a gara della propria azienda costituisce un pericolo mortale da evitare ad ogni costo. Credimi, i balneari italiani dopo dieci anni, ben sei governi di tutti i colori e schieramenti, sono stufi delle beghe politiche e vedono con crescente fastidio il gioco delle parti per cui si è fieramente contro la Bolkestein quando si é all'opposizione e la si accetta o, magari allegramente la si recepisce, quando si ha responsabilità di Governo. Così come, in questi anni, hanno imparato a diffidare dei cd "leoni da tastiera duri e puri" salvo poi, scoprire che sono stati i primi a stipulare il cd atto formale anche all’insaputa dei colleghi. Tralascio ovviamente chi, accecato da narcisismo o da arrivismo, pur di colpire il collega che rappresenta un'altra organizzazione, danneggia se stesso cercando di dividere la categoria. Forse ci potrebbe anche essere qualcuno che ancora ci casca, ma è certo che non c'è nessun balneare, soprattutto se rappresentante di categoria, così stupido da voler rischiare di perdere la propria azienda e il proprio lavoro sostenendo le pubbliche evidenze. Ed è intollerabile e anche personalmente offensivo il tentativo di far credere il contrario. Ciò che gli imprenditori balneari, tutti, si aspettano è che la politica e le Istituzioni pongano fine al nostro calvario che dura da fin troppo tempo e si uniscano e facciano “gioco di squadra” ad iniziare da coloro che ci sono vicini - e tu certamente sei fra questi - insieme a Carlo Fidanza, Umberto Buratti e Gian Marco Centinaio (mi scuso se cito solo uno per partito tralasciando tutti gli altri che i balneari ben conoscono). Abbiamo fin troppi nemici, alcuni feroci e agguerriti, per addirittura strumentalmente inventarsene degli altri. Ma, soprattutto, siamo in una situazione sempre più delicata e drammatica per permetterci divisioni tra l'altro, immotivate. Considero queste tue dichiarazioni solo frutto dell’amarezza del momento o di tanto interessate quanto cattive informazioni, ciò non toglie che, a mio avviso, siano profondamente ingiuste, sbagliate ma, soprattutto, gratuitamente offensive. Con immutata amicizia.