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Per i balneari ancora solo parole senza fatti

Dic
/
07
/
2018
Antonio Capacchione scrive a Matteo Salvini
salvino

"Sulla questione balneare, addolora constatare e ripetere, che siamo ancora alle “parole” e non ai “fatti”, malgrado ciò continuano a confidare in Lei e nell’azione del Governo di cui fa parte, per cui si augurano che, grazie al Suo interessamento, ci sia ancora posto anche per la “questione balneare” italiana nella Manovra finanziaria". 
Domani si terrà a Roma la manifestazione del Suo Partito nel corso della quale illustrerà i risultati raggiunti dall’azione di Governo e che ha come slogan: “Prima gli italiani, dalle parole ai fatti”.
Scevro da alcuno spirito polemico, ricordo che sulla “questione balneare” e sulla “Bolkestein” siamo ancora alle “parole” senza, purtroppo, alcun concreto “fatto”.
Rammento quanto già succintamente illustrato nel nostro ‘fugace’ incontro presso la sede Confcommercio a Roma lo scorso 21 novembre. 
Dal giugno 2018 abbiamo, insistentemente, ma inutilmente, chiesto al Governo di rinunciare all'impugnativa davanti alla Corte Costituzionale delle Leggi Regionali liguri, nr. 25 e 26 del 2017, emanate a difesa dei balneari e di trasformarle in leggi nazionali per superare il prevedibile vizio di competenza. 
Purtroppo il Governo non ha accolto la nostra richiesta, tanto che la Corte Costituzionale il 5 dicembre scorso ha bocciato quella legge di tutela.
Proprio in Liguria, come in molte altre Regioni, negli ultimi giorni di ottobre si è verificata la nota calamità naturale che ha distrutto diverse aziende balneari, flagellato la costa italiana e messo pericolosamente a rischio la prossima stagione estiva in molte rinomate località del Paese.
Nel corso dell’esame sia del Decreto fiscale che nella Legge di stabilità sono stati presentati, da parte di diversi Parlamentari, numerosi emendamenti a tutela di queste aziende: tutti puntualmente e ripetutamente respinti!
Sconcerta davvero che il Governo, sinora, non abbia disposto nemmeno una più lunga durata delle concessioni demaniali vigenti quale immediata misura di salvaguardia, nelle more di una definitiva soluzione dell’errata applicazione al settore della Bolkestein. 
Questo nonostante sia, ormai, evidente a tutti che questa assurda “condanna a morte” di un intero settore economico del Paese impedisce, persino, la ricostruzione proprio di quelle aziende balneari recentemente danneggiate o distrutte dalla furia della natura.  
Sulla questione balneare, addolora constatare e ripetere, che siamo ancora alle “parole” e non ai “fatti”. 
La rassicuro che gli imprenditori balneari italiani, malgrado questo, continuano a confidare in Lei e nell’azione del Governo di cui fa parte, per cui si augurano che, grazie al Suo interessamento, ci sia ancora posto anche per la “questione balneare” italiana nella Manovra finanziaria.
La reputo perfettamente consapevole che, comunque, il Governo e tutte le Forze parlamentari saranno giudicate dai balneari italiani non da quello che dicono ma da quello che fanno; non dalle promesse ma dalle norme.
Proprio da quelle disposizioni normative che stiamo, con ansia, ancora aspettando.
In allegato alla lettera, Capacchione ha inviato al Ministro alcune foto degli stabilimenti balneari che ben rappresentano la necessità e l’urgenza di un intervento non più rinviabile.