ROMA – Un intervento normativo che faccia chiarezza sulla durata delle concessioni demaniali marittime e sull'applicazione della direttiva Bolkestein. È la richiesta che il SIB-FIPE, attraverso il presidente Antonio Capacchione, rivolge alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione della Giornata mondiale del turismo del 27 settembre.
In una lettera indirizzata alla premier, Capacchione esprime la “profonda preoccupazione” del comparto balneare per la mancata definizione della questione delle concessioni e sottolinea il peso della balneazione nell'offerta turistica italiana.
Il presidente del SIB-FIPE richiama nella missiva i dati relativi alla stagione turistica in corso, indicando 72,4 milioni di arrivi e 276 milioni di presenze, in crescita del 2% rispetto al 2025. Secondo i dati Istat citati dall'organizzazione, la balneazione rappresenta inoltre il 39,2% delle presenze turistiche.
Numeri che, secondo Capacchione, evidenziano la rilevanza economica del comparto e rendono ancora più urgente, per il SIB-FIPE, la definizione di un quadro normativo stabile.
“Di fronte all'importanza del segmento balneare – scrive Capacchione – ancora di più sconcerta che le Istituzioni siano in colpevole ritardo nella sua messa in sicurezza”.
Il nodo della direttiva Bolkestein
Nella lettera il presidente del SIB-FIPE sottolinea anche le possibili conseguenze dell'assenza di regole chiare per le imprese del settore, facendo riferimento alle “decine di migliaia di aziende”, in larga parte a gestione familiare, che operano nella balneazione attrezzata.
Per il sindacato dei balneari, l'attuale quadro normativo starebbe determinando una gestione frammentata delle funzioni amministrative. Da qui la richiesta di superare l'incertezza attraverso un intervento legislativo che garantisca, nelle parole di Capacchione, “certezza del diritto, tutela delle aziende attualmente operanti e salvaguardia di un modello di balneazione efficiente e di successo”.
Al centro della richiesta c'è anche l'applicazione della direttiva Bolkestein, alla luce della recente giurisprudenza nazionale ed europea. Il SIB-FIPE richiama in particolare i chiarimenti intervenuti sul presupposto della cosiddetta scarsità della risorsa e sui possibili “motivi imperativi di interesse generale”.
La richiesta di un incontro a Meloni
La lettera si conclude con una richiesta diretta alla presidente del Consiglio: un incontro per illustrare la situazione del comparto e le richieste della categoria.
“Le chiediamo un incontro per meglio rappresentare e illustrare la gravità della situazione e l'urgenza di un intervento normativo finalmente risolutivo”, scrive Capacchione.
Il SIB-FIPE chiede quindi al Governo di intervenire sulla disciplina delle concessioni balneari, con l'obiettivo dichiarato di definire un quadro di regole che assicuri maggiore certezza alle imprese e agli enti chiamati a gestire le procedure amministrative.