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Falsa la notizia di una procedura di infrazione

Apr
/
29
/
2019
Il commento del presidente Capacchione

E' falsa e destituita di ogni fondamento la notizia di stampa su una procedura di infrazione che sarebbe stata avviata dalla Commissione Europea nei confronti dello Stato italiano sulla norma che dispone una diversa più lunga scadenza delle concessioni demaniali marittime.
Né vi è alcuna formale richiesta di chiarimenti o messa in mora da parte della Commissione Europea per lo stesso motivo.
I fatti dimostrano esattamente il contrario di quanto da taluno diffuso.
Dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità, nr. 145 del 30 dicembre 2018, che ha disposto l’estensione della durata delle concessioni demaniali, la Commissione ha adottato numerose seguenti decisioni in riferimento all’Italia.
In data 24 gennaio 2019 la Commissione Europea ha deliberato, nei confronti del nostro Paese, sei costituzioni in mora ex art. 258 TFUE; una messa in mora complementare; tre pareri motivati; tre archiviazioni di procedure di infrazione; tre archiviazioni di casi di pre-infrazione e nessuna che abbia riguardato i balneari.
Successivamente in data 7 marzo 2019 la Commissione Europea ha nuovamente deliberato, sempre nei confronti dell’Italia, due archiviazioni di procedure di infrazione; tre costituzioni in mora ex art. 258 TFUE; una messa in mora complementare; un parere motivato; due decisioni di ricorso in Corte di Giustizia ex art. 258 TFUE. Anche in questo caso nessuna che abbia riguardato i balneari.
Da ultimo, lo scorso 11 aprile 2019, la Commissione Europea, per quanto riguarda l'Italia, ha archiviato tre procedure di infrazione.
Attualmente il numero delle procedure di infrazione alla normativa comunitaria, a carico del nostro Paese, è di 71: la più recente è del marzo 2019 (nr. 2042\2019) e la più risalente nel tempo è del lontano febbraio 2003 (nr. 2077\2003).
Questi sono i fatti (del resto facilmente consultabili sui siti istituzionali sia del Ministero per le Politiche Europee che della Commissione Europea), che demoliscono ogni congettura, magari interessata.
E’ comprensibile che con l’avvicinarsi della campagna elettorale si fomentino polemiche politiche anche se prive di convincenti motivazioni.
Ciò che è inaccettabile è che ciò avvenga in totale spregio della verità documentabile ed in assenza di fatti verificabili pur di danneggiare gli imprenditori balneari italiani: decine di migliaia di famiglie di onesti lavoratori che contribuiscono in maniera determinante al successo del nostro ‘Made in Italy’