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Balneari: obiettivo sopravvivenza amministrativa ma anche economica

Set
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26
/
2018
conf

Antonio Capacchione, presidente nazionale del S.I.B., a Roma presso la sede di Confcommercio, ha partecipato al settimo convegno sulla fiscalità: “Meno tasse per crescere”.
I lavori, focalizzati sulle ipotesi di riduzione della pressione fiscale e sulla questione dell’IVA, sono stati conclusi Giovanni Tria, Ministro dell’Economia e delle Finanze.
“Esprimo apprezzamento per le dichiarazioni del Ministro sulla volontà di assicurare la crescita e di promuovere investimenti pubblici e privati rimuovendo gli ostacoli, soprattutto burocratici - afferma Capacchione - e, comunque, nell’ottica di una compatibilità dei conti pubblici che è fonte di fiducia per gli operatori economici”.
Il Ministro, poi, ha anche manifestato la propria disponibilità ad esaminare le proposte che la Confcommercio formulerà nei prossimi tavoli specifici di confronto sulla legge Finanziaria 2019.
“A tal proposito il S.I.B. anticipa che, a questi incontri, la propria Organizzazione solleverà la necessità di uniformare l’aliquota IVA -continua il presidente del Sindacato - (per gli stabilimenti balneari è del 22%) rispetto a quella praticata da tutte le altre imprese turistiche (10%).
Vogliamo sottolineare, poi, che in altri Paesi, nostri competitor nel mercato delle vacanze, (come la Grecia), l’aliquota IVA è addirittura del 6,5%. Evidentemente questo comporta un pericoloso svantaggio competitivo delle nostre imprese”.
Anche l’imposizione locale merita una rideterminazione e riformulazione - come ha sottolineato il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli - riducendo il peso, attualmente troppo elevato, soprattutto per quanto riguarda la TARI.
Senza dimenticare l’urgente necessità di eliminare i canoni cosiddetti OMI, fonte di gravi ingiustizie e causa di diverse chiusure aziendali.
“Nell’azione sindacale del S.I.B. a tutela delle imprese balneari - conclude Capacchione - non bisogna mai dimenticare che, oltre alla sopravvivenza amministrativa, che comporta l’eliminazione degli effetti pregiudizievoli della Direttiva Bolkestein, è necessario anche non perdere di vista la sopravvivenza economica, che implica una seria riduzione della imposizione fiscale attualmente insostenibile per migliaia di imprese del settore”.