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Primi commenti del Consiglio Direttivo del S.I.B. sull'Art. 71 della Finanziaria

Gen
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16
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2001

Sull’art. 71 della Finanziaria, disposizioni in materia di trasferimento dei beni demaniali, il Sindacato di categoria è possibilista.

“Si tratta, certamente, di una possibilità per alcuni imprenditori balneari, in determinate e ben precisate condizioni, per riaffermare il proprio ruolo all’interno del settore turistico del nostro Paese”, questi i primi commenti di Riccardo Scarselli, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari FIPE/Confturismo, alla riunione del Consiglio Direttivo svoltasi recentemente a Roma che ha visto la partecipazione di tutti i rappresentanti regionali del Sindacato. “Non vogliamo, però, rimanere vittime nè di facili miraggi, né di spinte demagogiche, nè di conflittualità politiche, nè di futuri appetiti. Siamo contro l’aggressione al demanio col cemento e non vogliamo essere paragonati a ‘palazzinari abusivi’, anzi, con le Associazioni ambientaliste stiamo programmando le linee di una politica tesa al recupero turistico-ambientale della fascia costiera. Da anni assumiamo e sosteniamo iniziative per una qualificata tutela dell'ambiente costiero in quanto ineludibile presupposto allo sviluppo del turismo balneare. La notizia di un'eventuale vendita di beni demaniali non ci coglie impreparati perchè si tratta di una ambizione di vecchia data che risolverebbe lo stato di precarietà in cui siamo vissuti fino ad oggi; è il risultato di un operato di istanze già recepite dagli uomini di Governo negli ultimi anni, per cui ci è stato riconosciuto il ruolo giuridico di impresa balneare, l’allungamento della durata delle concessioni demaniali e il diritto al rinnovo. Il ruolo sempre più ‘importante’ delle imprese balneari all’interno del settore turismo si sta imponendo con forza. Lo scorso anno abbiamo avuto un sensibile aumento delle presenze negli stabilimenti balneari che hanno manifestato l'ampio apprezzamento per la qualità dei servizi offerti. Siamo pronti a ripeterci nel 2002 e questo grazie anche alla volontà di quegli imprenditori che tendono sempre più ad incrementare e a qualificare i servizi a disposizione della clientela. Questa politica che con grandi sacrifici stiamo perseguendo da tempo porterà come risultato ad un incremento dei posti di lavoro ed ad una spinta determinante per far tornare il nostro Paese ai primi posti nella classifica mondiale del settore. Siamo aperti alle modifiche della legge, conclude Scarselli, che valorizzino le legittime aspettative della categoria e chiediamo di poter dare il nostro contributo di pensiero, derivante da un'esperienza di decenni, per la riqualificazione e la valorizzazione dell'imprenditoria balneare, unica al mondo per le sue caratterizzazioni tutte italiane, che le altre nazioni a vocazione turistica, specie quelle in affaccio sul Mediterraneo, ci invidiano e cercano di copiare”.

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