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PREZZI DEI SERVIZI DI SPIAGGIA INVARIATI

Mag
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10
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2005

Questa estate gli stabilimenti balneari aderenti al S.I.B. Confcommercio non aumenteranno le tariffe di ombrelloni, lettini e sedie a sdraio...

“Gli stabilimenti balneari aderenti al S.I.B. Sindacato Italiano Balneari, questa estate non aumenteranno i prezzi dei servizi di spiaggia”, dichiara Riccardo Borgo, il Presidente del Sindacato che associa circa 10.000 imprese ed aderisce alla Confcommercio. Le tariffe sono rimaste invariate rispetto allo scorso anno, solo alcune strutture le hanno adeguate al tasso d’inflazione a fronte, però, di un ampliamento dei servizi offerti come la tavola calda o il ristorante, il parcheggio, una sala giochi, nuovi spazi riservati ai bambini, postazioni Internet, campi di beach volley ed attrezzature sportive, servizio bar direttamente sotto l’ombrellone, ecc. Nei periodi di ‘bassa stagione’, inoltre, sono stati predisposti dei ‘pacchetti’ molto convenienti. “Non abbiamo mai smesso di investire nelle nostre aziende, continua Borgo, per migliorare ed ampliare i servizi offerti, sappiamo che è proprio nei momenti di difficoltà che bisogna guardare al futuro con coraggio e contrastare l’avversa congiuntura con idee, iniziative, servizi di qualità, senza ritoccare i prezzi ma anche senza compromettere gli equilibri economici delle nostre aziende. E’ una scelta che abbiamo fatto alla luce di due considerazioni: il turismo italiano sta faticando notevolmente e i dati 2004 lo dimostrano, oggi non sarebbe in grado di assorbire aumenti di listini. Pur con lo spettro dell’aumento del 300% dei canoni demaniali marittimi siamo fiduciosi che prevarrà il buon senso da parte del Governo che si dichiara attento e preoccupato della competitività delle aziende ed indica in quelle medio-piccole – come gli stabilimenti balneari – il vero motore dell’economia italiana. Ci auguriamo, poi, che non si verifichino contraddizioni clamorose avviando una manovra che graverebbe sui bilanci delle imprese balneari con l’aumento indiscriminato dei canoni e costituirebbe l’esatto contrario di quanto affermato fino ad oggi e, fatto ancora più grave, di quello di cui il turismo ha bisogno”.

Roma, 10 maggio 2005

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