Salta al contenuto principale

IL LAZIO VERSO UNA GESTIONE INTEGRATA DELLA COSTA

Feb
/
16
/
2006

Un nuovo modello di rapporti tra pubblico e privato per favorire la riqualificazione e la valorizzazione turistica ed ambientale del litorale.

 

Il turismo balneare rappresenta una risorsa di straordinario valore, tanto che regioni come l’Emilia Romagna, il Veneto o la Liguria ne fanno una delle principali fonti di ricchezza. Per poterla cogliere occorre che Pubblico e Privato lavorino nella stessa direzione pianificando un modello di sviluppo fondato sulla “Crescita sostenibile dei Redditi e del Benessere” come indicato dall’Unione Europea.

 

Se pensiamo che il Lazio intercetta solo l’1,7% del mercato turistico balneare italiano, contro il 19,9 % del Veneto, immaginiamo quali spazi di crescita possiede, quanti posti di lavoro e quanto benessere possiamo creare nella nostra regione.

 

Il S.I.B. Sindacato Italiano Balneari Lazio, con i suoi 700 associati,  rappresenta un sistema di imprese turistiche fortemente sviluppato sulle coste del Lazio e, per questo, si è assunto la responsabilità di stimolare le Amministrazioni Pubbliche e gli Imprenditori del turismo sulla opportunità di riqualificare l’offerta costruendo, sul mare, un nuovo prodotto turistico che si rivolga non più esclusivamente al mercato interno della regione, ma sia in grado di competere a livello internazionale per qualità di servizi e per la valorizzazione delle risorse ambientali, storiche, archeologiche e culturali.

 

Noi proponiamo la nascita di un Sistema Turistico Locale unico per il litorale del Lazio  “Roma sul Mare”.

 

L’esempio di Roma, che negli ultimi anni ha saputo conquistare incrementi a due cifre in un periodo di generale crisi, ci convince che “Roma sul Mare” rappresenta un’opportunità per tutti i Comuni della Costa del Lazio, sia in termini di Marketing, che in termini di modello positivo di collaborazione tra pubblico e privato che è alla base di questo successo.

 

Il risultato di questa politica è sotto gli occhi di tutti, gli stabilimenti balneari di Ostia, d’accordo con il Comune di Roma, hanno avviato un forte programma di ristrutturazione, che non garantirà solo una straordinaria qualità dei servizi, ma anche una maggiore visibilità del mare e un miglioramento della qualità architettonica del lungomare.

 

Il Comune di Roma ha:

Approvato un  P.U.A. molto innovativo e con carattere fortemente urbanistico;

Rilasciato le relative licenze a costruire;

Costituito un “Fondo di Garanzia” per l’accensione dei mutui necessari alla riconversione;

Rilasciato concessioni pluriennali di durata di 18 anni;

Inserito la spiaggia nel pacchetto di offerte relative al turista;

Avviato con “Roma 2015” la pianificazione di un nuovo sistema ricettivo;

Realizzato il completo trattamento di depurazione delle acque;

 

Ora tocca alla Regione Lazio identificare percorsi autorizzativi e le risorse in grado di mettere tutti i Comuni della costa nella condizione di seguire lo stesso percorso, iniziando proprio dalle spiagge.

 

L’avvio è positivo, la notizia di ieri della prossima pubblicazione dei bandi per finanziare lo sviluppo della costa con 3 milioni di Euro per le imprese, ma soprattutto con la riorganizzazione della Litorale s.p.a., l’Agenzia regionale per la gestione integrata delle zone costiere del Lazio, così come prevista dalla Unione Europea, e lo stretto rapporto di collaborazione che l’Assessore allo Sviluppo, Innovazione e Turismo Raffaele Ranucci ha voluto instaurare con la Categoria, ci fa ben sperare.

 

Per parte nostra la categoria è pronta ad investire 500 milioni di euro, per l’aggiornamento degli impianti balneari, il rilancio del turismo e la sua destagionalizzazione.

 

Tutto questo ha un senso se i nostri arenili non saranno erosi dal mare, in passato, quando la Regione Lazio avviò un moderno programma di difesa della costa, con il ripascimento morbido degli arenili, ci siamo sentiti confortati, un esempio per tutt’Italia. Purtroppo ora dobbiamo riscontrare notevoli ritardi in questo settore, il caso di Terracina, quello di Ladispoli, di Focene o di Ostia sono sintomatici della mancanza di attenzione da parte della Regione Lazio verso questo problema, sottovalutando che la spiaggia è alla base dell’economia di molte località della costa. Chiediamo che questa diventi la priorità sulla costa e rinnoviamo la disponibilità della categoria a contribuire ai costi della manutenzione degli arenili insieme ai Comuni, ma solo se coinvolti nelle fasi decisionali di definizione di un piano organico interventi che debbono uscire dalla fase di sperimentazione.

 

Se la responsabilità del nostro ruolo ci obbliga ad essere propositivi, non possiamo non lamentare il profondo disagio della categoria per la non soluzione del previsto aumento dei canoni del 300%, come l’inspiegabile applicazione dell’I.C.I. alle concessioni balneari o ancora la mancata riduzione dell’I.V.A. dal 20 al 10% al pari degli altri servizi turistici, su questo ci aspettiamo il pieno sostegno della Regione Lazio nella Conferenza Stato Regioni, per la positiva soluzione di questi incredibili pesi che gravano sul Turismo Balneare, incidendo sui prezzi e sulla capacità d’investimento delle aziende.

 

La gestione integrata delle zone costiere, non è uno slogan, ma una cultura di governo, una visione d’insieme, una responsabilità condivisa. Ci auguriamo che la classe dirigente di questa Regione, voglia fare propria questa Direttiva Comunitaria.

 

Anzio, 16 febbraio 2006