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CANONI DEMANIALI: PROPOSTE INACCETABILI PER GLI IMPRENDITORI BALNEARI

Giu
/
08
/
2004

L’aumento del 500% in 2 anni decreterà la fine del turismo balneare in Italia

Gli imprenditori balneari, alla luce della rottura delle trattative nell’incontro odierno Conferenza Stato-Regioni, registrano l’assoluta indisponibilità da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti alle proposte univoche da parte delle Regioni che proponevano una proroga al 2005 e la costituzione di un tavolo tecnico per definire i nuovi parametri di calcolo dei canoni demaniali marittimi in grado di soddisfare sia il gettito erariale previsto dalla legge Finanziaria che la sopportabilità da parte delle imprese. “Siamo seriamente preoccupati per il nostro futuro, afferma Riccardo Scarselli, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio, si tratta di un provvedimento iniquo ed ingiusto che avrà gravissime ripercussioni sul pubblico, in un mercato turistico già in crisi, e perché l’applicazione del Decreto Interministeriale che prevede l’incremento dei canoni del 250% nel 2005 significa che gli operatori turistici interessati si troveranno a dover versare un importo per il 2004 e per il 2005 con un aumento del 500%. Questo decreterà l’inevitabile chiusura di molti complessi turistici, l’aumento della disoccupazione, un danno ambientale incalcolabile e, soprattutto, la fine del turismo balneare in Italia”. Il S.I.B. insiste affinché sia costituito al più presto un tavolo tecnico di confronto tra tutti gli Organi Istituzionali della Pubblica Amministrazione e le categorie interessate per arrivare ad una proposta che, facendo salvo il gettito previsto dalla legge Finanziaria, (140 mln di €), definisca dei valori sopportabili per le imprese balneari. “Siamo pronti ad entrare in agitazione, conclude Scarselli, e ad organizzare manifestazioni di protesta in tutte le spiagge d’Italia per convincere i Ministri Lunardi e Tremonti a dare un seguito alle nostre richieste. La stagione balneare è iniziata da pochi giorni ma potrebbe concludersi molto presto, c’è tempo, infatti, fino al 30 giugno per l’approvazione del decreto sui canoni.”

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