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CANONI DEMANIALI: BALNEARI, UNA BEFFA DA PARTE DEL GOVERNO

Feb
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03
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2006

Quest’anno sarà paralisi per il turismo balneare.

Previste manifestazioni di protesta regionali e nazionali E’ grande la delusione degli imprenditori balneari che, dopo la quarta proroga scaduta il 15 dicembre 2005, registrano ancora il disinteresse del Governo in merito alla rideterminazione dei canoni demaniali marittimi, un problema serio che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza di un settore che pure gioca un ruolo primario nell’ambito del turismo nazionale. Dopo aver constatato che nel maxi emendamento che ha accompagnato in Senato la conversione in legge del decreto ‘Milleproroghe’, (dove avevamo avuto ampie rassicurazioni che ci sarebbero state indicazioni tali per arrivare ad una soluzione definitiva), dobbiamo, purtroppo, registrare il disinteresse totale al problema. Il Comitato Nazionale della categoria formato da S.I.B. Sindacato Italiano Balneari Fipe Confcommercio, F.I.B.A. Confesercenti ed OASI Confartigianato esprime la propria amarezza nei confronti di un Governo che sfila all’ultimo momento da un maxi emendamento specifico sulle proroghe un proprio emendamento confermando per l’ennesima volta che le promesse non vengono mantenute, i tavoli di concertazione non sono mai convocati. Siamo seriamente preoccupati per il futuro delle imprese balneari ma anche per l’intero comparto turistico nazionale, sarà sempre più difficile, infatti, contrastare la concorrenza degli altri Paesi. Dal 2006 il comparto balneare sarà alla paralisi in quanto mancherà la possibilità di programmare investimenti finalizzati alla gestione della stagione estiva, con gravi conseguenze sull’offerta dei servizi di spiaggia e una sensibile diminuzione dei livelli occupazionali del settore. Il Comitato Nazionale congiunto della categoria fa presente, poi, che oggi si applica l’art. 15-quinquies della legge 168/2005, pertanto fino a quando non sarà promulgato il provvedimento di rideterminazione dei canoni, le Autorità concedenti potranno adeguare i canoni 2006 applicando agli importi versati nell’anno precedente il tasso inflativo del 2,85% così come suggerito dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Siamo pronti ad avviare un contenzioso forte e compatto su tutto il territorio per contestare attraverso vie giudiziali ogni e qualsiasi iniziativa diversa o correlata ad un aumento dei canoni superiore a questa percentuale. L’intero turismo italiano, già in grave difficoltà, subirà un vero e proprio tracollo: questo il regalo da parte del Governo Berlusconi agli oltre 17 milioni di vacanzieri che ogni anno scelgono il mare per trascorrere le proprie vacanze ed alle oltre ventimila imprese che da troppo tempo sono state lasciate sole a tentare il possibile e l’impossibile per mantenere il turismo italiano concorrenziale rispetto ai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Stiamo organizzando una serie di manifestazioni di protesta in tutte le regioni italiane per difendere i diritti della categoria.

Roma, 3 febbraio 2006