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BALNEARI, SIB: CONVOCATI DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Lug
/
07
/
2018
ministero

Toninelli, tramite decreto legge, vuole obbligare le imprese balneari e tutti i concessionari ad esporre un cartello per  rafforzare la garanzia del libero e gratuito accesso alla battigia.
Capacchione (SIB): “A stagione già abbondantemente iniziata bisogna evitare che si creino sbagliate aspettative e confuse sovrapposizioni di disposizioni”.
“Siamo stati convocati, con estrema urgenza, dall’Ufficio legislativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - dichiara Antonio Capacchione, Presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio - e nel corso della riunione i rappresentanti del dicastero ci hanno comunicato che il Ministro Danilo Toninelli intende emanare una norma, addirittura con un decreto legge, finalizzata, a suo dire, a ‘rafforzare’  la garanzia di libero, gratuito accesso e transito al mare”.
In che modo? Obbligando le 30.000 imprese balneari a posizionare un cartello davanti all’area in concessione che riporti la dicitura ‘sono garantiti il libero e gratuito accesso e transito al mare’.
“Abbiamo sottolineato la necessità di evitare che si creino sbagliate aspettative stante il divieto di stazionamento sia sulla battigia, perché destinata esclusivamente al transito e al soccorso, che sull’area in concessione, perché in godimento del concessionario e dei suoi clienti - continua Capacchione. Cosi come abbiamo evidenziato il grave errore della mancata convocazione e consultazione dei rappresentanti delle Regioni le quali esercitano, da ormai vent’anni, le funzioni in materia di demanio marittimo e che hanno disciplinato, unitamente ai Comuni, la questione della fruibilità della costa e del mare, tramite linee di indirizzo, leggi regionali e ordinanze in applicazione sia del Codice della Navigazione che di quanto ribadito con la Finanziaria del 2007”.
Regioni e Comuni che hanno provveduto a normare la materia tenendo conto delle proprie peculiarità territoriali e sempre in collaborazione con tutti i soggetti sociali interessati: dalle associazioni imprenditoriali a quelle portatrici di diversi interessi sia ambientali che dei consumatori.
Da tempo, comunque, gli imprenditori balneari sostengono che un potenziamento e un miglioramento della fruizione della costa e delle spiagge libere, al quale anche loro sono interessati, può avvenire, innanzitutto, assegnando il canone demaniale proprio ai Comuni e alle Regioni, con un vincolo di destinazione per la tutela e la valorizzazione della costa e delle spiagge libere.
“A nostro avviso si tratta di una questione delicata che non si può affrontare in modo frettoloso - continua Capacchione - ecco perché abbiamo suggerito alla delegazione ministeriale che, per evitare conflitti istituzionali e confuse sovrapposizioni di disposizioni, è necessario coinvolgere tutti i soggetti Istituzionali e sociali interessati e, comunque, non a stagione estiva già abbondantemente iniziata”.
E’ del tutto evidente che risulta assai marginale per gli imprenditori balneari italiani un ulteriore obbligo, il posizionamento di un semplice cartello, quando gli stessi stanno rischiando di perdere, per la colpevole inerzia delle Istituzioni italiane, con le concessioni, la propria azienda e soprattutto migliaia di posti di lavoro.
Certamente stupisce che, in materia di demanio marittimo, la questione che al momento stia più a cuore del Ministero alle Infrastrutture e dei Trasporti non sia una ormai non più differibile riforma organica del Codice della Navigazione redatto nel lontano 1942  (si pensi, per esempio, alla disciplina della facile e difficile rimozione o a quella del mantenimento delle strutture per favorire la destagionalizzazione), quanto piuttosto l’apposizione di questo ulteriore obbligo a carico delle aziende balneari.
E questo dopo le ripetute e insistenti dichiarazioni di autorevoli esponenti del Governo, ivi compreso il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sulla estrema urgenza di difenderle anche mediante il “superamento degli effetti pregiudizievoli sugli interessi nazionale per la Direttiva Bolkestein”, tema, del resto, contenuto nello stesso contratto di Governo.
“Auspichiamo, quindi, che il ministro Toninelli e il Governo condividano queste nostre valutazioni ed osservazioni - conclude Capacchione - e mettano mano, al più presto e come promesso, alla soluzione dei problemi derivanti dall'applicazione della Bolkestein”.