Inviata lettera all'Antitrust a seguito dell'ultima sua segnalazione

Feb
25
2026
sib

Lo scorso 19 febbraio abbiamo inviato una lettera all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, alla Conferenza Unificata Stato Regioni Enti locali e all’Associazione Nazionale dei comuni Italiani sulla segnalazione dell’AGCM AS4692B dello scorso 5 febbraio sulle criticità riguardanti le modalità di affidamento delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo.

È un documento tecnico utile per una corretta applicazione della normativa nazionale e unionale di settore da parte degli Enti concedenti (Regioni, Comuni e ASP). 

Nella comunicazione all’AGCM abbiamo sottolineato che su questa importante questione avrebbe dovuto segnalare un quadro giurisprudenziale più completo e, soprattutto, evidenziare la necessità di urgenti provvedimenti normativi che evitino una gestione confusa e caotica delle relative funzioni amministrative.

È quanto infatti sta già succedendo con comuni, persino limitrofi, che hanno emanato bandi di gara per l’affidamento di porzioni di demanio marittimo aventi contenuto completamente diverso con effetti distorsivi sulla concorrenza e grave disparità di trattamento fra gli operatori.

In questo quadro aver sollecitato gli Enti concedenti, come ha fatto l’AGCM, alla celere riassegnazione delle concessioni demaniali rischia solo di incentivare il già esteso contenzioso, di favorire interventi speculativi, di permettere l’accaparramento del demanio da parte di grandi aziende e, in definitiva, di distruggere un importante settore economico del Paese perfettamente efficiente e di successo.

L'urgenza pertanto non è quella di avviare gare caotiche e disomogenee, ma di definire un quadro normativo e regolatorio chiaro, completo e stabile, che bilanci le esigenze della concorrenza con i motivi imperativi di interesse generale, la tutela del lavoro e la salvaguardia di un modello di successo dell'offerta turistica italiana. 

Un primo passo in tal senso sarà l’emanazione di un “bando tipo” da parte del Ministero delle Infrastrutture e trasporti su parere proprio della Conferenza Unificata Stato, Regioni ed enti locali.